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Speciali App Per Disabilità

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É uno strumento che offre agli utenti la possibilità di convertire i messaggi vocali in testo. Basta effettuare una pressione prolungata sul messaggio audio, toccare l'icona per la condivisione presente in WhatsApp e selezionare l'applicazione per ottenere il testo corrispondente.


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É un servizio di accessibilità che consente ai non vedenti di utilizzare i dispositivi braille. Insieme all'app TalkBack offre un'esperienza di utilizzo combinata di comandi vocali e braille. I contenuti dello schermo vengono presentati sul display braille.


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Una nuova applicazione per smartphone, un modo semplice e veloce per trovare toilette accessibili. Ampliare la propria zona di conforto individuando toilette per disabili già esistenti o aggiungendone di nuove con la mappa digitale dell'app.


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La app, che sarà presto aggiornata con nuove funzioni, è stata pensata per consentire una fruizione e una condivisione immediata e personalizzata delle informazioni sui bisogni primari di chi ogni giorno deve gestire persone con autismo.


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Pensata per aiutare gli ipovedenti a restare informati sui fatti che accadono nel mondo. Grazie a un'interfaccia utente estremamente intuitiva, la persona ipovedente o cieca può "leggere" il proprio quotidiano preferito grazie alla sintesi vocale dello smartphone.


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Cos'è la Sindrome di Down

Il nostro corpo è costituito da tantissime cellule, come una casa è fatta di tanti mattoni.
Nelle cellule degli esseri umani ci sono 46 cromosomi, divisi in 23 coppie e numerati da 1 fino a 23.
23 cromosomi vengono dalla madre, 23 cromosomi vengono dal padre. I 23 cromosomi della madre si uniscono ai 23 cromosomi del padre: in questo modo si forma una nuova cellula con 46 cromosomi.
L’insieme di questi cromosomi definisce le caratteristiche di ogni persona, che in parte vengono dai suoi genitori, in parte da come sono mischiate queste caratteristiche.
Per questo ognuno di noi ha delle caratteristiche uniche che ci rendono diversi dagli altri (per esempio il colore dei capelli, l’altezza, il colore della pelle, e tante altre cose).Nella coppia di cromosomi numero 21 di chi ha la sindrome di Down, ci sono 3 cromosomi invece di 2.Per questa ragione la sindrome di Down si chiama anche Trisomia 21.
La sindrome di Down si chiama così perché John Langdon Down, un medico inglese, nel 1862 ha descritto per la prima volta le caratteristiche delle persone con la sindrome di Down.Nel 1959 lo scienziato Jerome Lejeune ha scoperto che le persone con sindrome di Down hanno un cromosoma in più nelle loro cellule.Per questo diciamo che la sindrome di Down è una “condizione genetica”.
La sindrome di Down non è una malattia e non può essere curata: è una caratteristica della persona che la accompagna per tutta la vita.

source: AIPD

La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità

Promulgata dall'ONU nel 2007, la convenzione si richiama esplicitamente a diversi principi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: non discriminazione, eguaglianza, pari opportunità, rispetto dell'identità individuale.Si compone di 50 articoli, dei quali i primi 30 si incentrano sui diritti fondamentali (associazionismo, diritto di cura, diritto alla formazione personale, ecc.), mentre gli altri 20 riguardano le strategie operative atte a promuovere la cultura della disabilità.
La disabilità è la condizione personale di chi, in seguito ad una o più menomazioni, ha una ridotta capacità d'interazione con l'ambiente sociale rispetto a ciò che è considerata la norma, pertanto è meno autonomo nello svolgere le attività quotidiane e spesso in condizioni di svantaggio nel partecipare alla vita sociale.
Il mondo della disabilità ha progressivamente vissuto profonde trasformazioni e, a partire dagli anni settanta del XX secolo, ha preso corpo un'azione di rinnovamento dei servizi e degli interventi a favore del disabile[1]. Questa fase di mutamenti coincide con l'inizio di un progressivo decentramento delle competenze, che dallo Stato sono passate alle Regioni. Tanto che il cosiddetto processo d'inserimento dei portatori di handicap, oggetto delle politiche sociali di quegli anni è andato via via affinandosi, sino a diventare, oggi, un processo d'integrazione. In oltre, tra i due termini inclusione sociale ed integrazione sociale va fatta un'importante distinzione:l’inclusione sociale può essere definita come la situazione in cui in riferimento ad una serie di aspetti multidimensionali, che permettono agli individui di vivere secondo i propri valori, le proprie scelte, di migliorare le proprie condizioni e rendono le disparità tra le persone e i gruppi socialmente accettabili.
Con il termine integrazione sociale, si intende, invece, qualcosa di più profondo, come l’inserimento delle diverse identità in un unico contesto all’interno del quale non sia presente alcuna discriminazione. L’integrazione è intesa come il processo attraverso il quale il sistema acquista e soprattutto conserva un’unità strutturale e funzionale, quindi va concepita in termini di mantenimento dell’equilibrio interno del sistema attraverso processi di cooperazione sociale e di coordinamento tra i ruoli e le istituzioni. Quello di disabilità non è un concetto universale, ma molto spesso la sua definizione è legata al ricercatore e/o al tipo di ricerca che si sta effettuando.
Non esiste attualmente, a livello internazionale, un'univoca definizione del termine, anche se il concetto di disabilità è stato dibattuto in occasione della Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità, redigendo un documento finale approvato dall'Assemblea generale il 25 agosto 2006.

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